Ultima modifica: 13 dicembre 2015
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Sedi

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Terracina

Nel 1790, al giovane architetto Giuseppe Valadier (1762-1839), uno dei massimi esponenti del neoclassicismo italiano, Papa Pio VI commissionò la stesura di un progetto per la realizzazione di una chiesa e Convento dei domenicani nel Borgo della Marina. Valadier sembrò prediligere l’organismo conventuale rispetto al piano chiesa.
Nell’inquadramento storico architettonico iniziale del centro di Terracina, ogni riferimento vede protagonista assoluta la sola chiesa del SS. Salvatore, cui gli ambienti del “Filosi” devono in qualche modo la propria vita.
In un successivo progetto, Valadier rivide la propria proposta, assegnando il ruolo dominante alla Chiesa. L’ordito semicircolare della piazza prospiciente venne collegato alla necessità di vedere l’edificio sacro come punto focale del corollario architettonico creato.
Forse (ma si tratta di una semplice ipotesi di lavoro) il caso ha voluto che il neoclassico Valadier ripetesse (quanto scientemente o meno rimarrà per sempre un mistero) l’originale suddivisione circolare del classico macellum romano, un edificio che si trovava dove oggi sorge il Monumento ai Caduti.
La Rivoluzione Francese spazzò parecchie cose, tra queste anche il “progetto Valadier”. Antonio Sarti riprese il discorso, nel 1830. Un disegno acquerellato del 1839 (cronologicamente rendente lo stato di avanzamento del lavori intrapresi nel 1831) per l’edificazione della “Nuova chiesa del Borgo Pio di Terracina”, poi terminata nel 1847, fornisce graficamente quella che era l’idea dell’Architetto Antonio Sarti.
Pur accettando la soluzione a semicircolo della piazza, il giovane architetto riqualificò la chiesa. L’edificio Chiesa creò, di fatto, una diga atta a contenere il deflusso delle acque di scolo provenienti dalla limitrofa collina. Tra il 1846 ed il 1847 si provvide a “fare un taglio di terra nella parte posteriore ove esiste il campanile nella distanza di metri sette” (A.S.R., Camerale III, Terracina, b. 2319).
La Scuola Tecnica Comunale nacque a Terracina (LT) nel 1917, in piena Prima Guerra mondiale, ma già esisteva sicuramente nel 1871 come scuola tecnica commerciale, dato che esiste una pagella di terza datata 1873, per cui si deduce già che doveva esserci una prima da ben tre anni.
Nell’anno scolastico 1919/1920 l’incarico di Preside fu assunto da Alessandro Filosi, professore di italiano. Da quel momento sino al 1956 la sua firma siglerà tutta la documentazione della scuola e a lui, dal 1960, fu dedicato il plesso scolastico.
Nel 1923 divenne Scuola Complementare Pareggiata, con un corso annuale completo corrispondente al quarto corso dell’Istituto Tecnico Superiore e nel 1933 il Preside Filosi trasformò l’istituto in Scuola Tecnica Commerciale.
Un ulteriore passo decisivo avvenne nel 1935, quando il nuovo nome della scuola diventò Scuola di Avviamento Professionale Commerciale.
Nel 1961 diventò Istituto Professionale per il commercio e nel 1969 furono introdotte le classi post qualifica, con il lungimirante inserimento dell’informatica come materia di insegnamento.
Con l’avvento della presidenza del prof. Dainotto subentrarono notevoli cambiamenti. Nel 1989 l’Istituto aderì al Progetto ’92, ottenendo anche l’autorizzazione del Ministero all’introduzione della matematica nella classe Terza “Addetti alla Segreteria d’Azienda”, e fu attivato il settore turistico. Nel 1995 furono avviati i primi contatti con il mondo del lavoro, definendo nuove forme di collaborazione con aziende esterne; nel 1998 ai corsi commerciale e turistico fu affiancata la qualifica di primo livello di Operatore dei servizi sociali di durata triennale e quella di secondo livello di Tecnico dei
Servizi Sociali di durata quinquennale, tesa a formare personale specializzato in grado di occuparsi con competenza dell’infanzia, del disagio, della diversa abilità, della terza età.
Quello dell’Istituto è un lungo cammino, che dimostra la vivacità e l’attenzione sempre volta ad una formazione degli alunni veramente spendibile nel mondo del lavoro.
Dall’anno scolastico 2004/2005 viene sperimentato il “Progetto Alberghiero”, che ha rappresentato l’ultima apertura dell’”Alessandro Filosi” al territorio, con l’interpretazione dei bisogni del territorio, facendone una scuola non sclerotizzata ma al passo con i tempi.
Dopo anni di attesa, dall’A.S. 2008/2009 è attivo l’indirizzo dei Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera, ulteriore apertura della scuola al territorio, e da allora è attivo l’Istituto Professionale di Stato per i Servizi Commerciali, Socio-Sanitari, per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera.
Nell’A.S. 2012/2013 ci sono stati i primi diplomati nel settore enogastronomico.
L’originario Istituto ha saputo – nel corso del secolo scorso – trasformarsi. Oggi, l’I.P.S. “Alessandro Filosi” dimostra di aver saputo ben adeguarsi, nel tempo, alle esigenze del territorio in cui si trova ad operare.